Martin X18
Da un paesino sconosciuto nascosto fra le montagne e invaso da un caldo mai visto prima, un fulmine accese una fiammella fra gli alberi iniziando qualcosa di silenzioso e maestoso.
Nulla servì ad evitare questo, ancora meno delle bottiglie con miccie ed alcool ritrovate fra le macerie.
Le fiamme avanzano,
la fuliggine aumenta,
il vento soffia,
l’unica speranza è la pioggia.
E mentre i vecchi al bar e i giornalisti parlano su quello che si sarebbe dovuto fare, gli elicotteri e i canadair svuotano senza sosta l’acqua dai laghi vicini. Ma la natura è più forte, è la natura che decide in maniera maestosa e silenziosa.
Bisognerebbe essere forti come la roccia e combattere il fuoco con acqua e ironia, bisognerebbe fare la manovra di Heimlich a quasi 200 ettari di bosco, bisognerebbe accogliere e tranquilizzare tutti gli animali che hanno perso la propria casa.
Il fuoco aumenta,
il fumo soffoca,
il vento strozza,
stiamo aspettando la pioggia.
Il tempo scorre,
i treni passano,
le scuse si moltiplicano,
E tu Martin, chi cazzo sei?